La Verità (Paolo Nori)

Publié le domenica  3 settembre 2017


Licenze

Paolo Nori

La Verità, lunedì 27 febbraio 2017


L’altro giorno, ero a Firenze, una ragazza che si chiama Cassandra mi ha detto che lei, una volta, aveva letto a un bambino una poesia di Gianni Rodari e in questa poesia c’era scritto «Ma però», e il bambino le aveva detto «Ma, ma però non si può dire», e lei aveva detto «Eh, ma Rodari, è un poeta, ha la licenza poetica», e il bambino ci aveva pensato un po’ poi le aveva chiesto «E quanto costa, questa licenza?». Ecco, io non lo so, quanto costa, la licenza poetica, ma credo che lo sappia Patrik Ourednik, che è un signore di Praga che sul finire del secolo scorso ha scritto un libretto intitolato Europeana. Breve storia del XX secolo, che, anche se non è un libro di poesia, è una specie di libro di storia, come libro di storia è il libro di storia più licenzioso che io conosca.

Europeana, che è stato appena pubblicato per la collana Compagnia extra della casa editrice Quodliblet, è organizzato proprio come un libro di storia, come quelli che studiavamo alle superiori, con, di fianco, i titoletti, ma son titoletti stranissimi. A un certo punto in Europeana si legge:

«Nel XX secolo il sesso ha acquisito una grande importanza in Europa e a poco a poco è diventato importante più della religione e quasi quanto il denaro e tutti volevano accoppiarsi in modi diversi perché il desiderio restasse intatto e gli uomini si cospargevano il membro virile di cocaina per prolungare l’erezione. E dopo la Seconda Guerra Mondiale si cominciarono a vedere nei film delle scene in cui i protagonisti si accoppiavano mentre questo era stato considerato fuori luogo perché molti avevano sentimenti religiosi e di solito l’atto sessuale era suggerito dall’inquadratura di un letto o di una pendola o del cielo oppure lo schermo diventava nero di colpo. E le donne volevano raggiungere l’orgasmo più spesso e gli uomini erano nervosi e si facevano psicanalizzare per scoprire se magari non avessero subito nell’infanzia un trauma che poi avevano rimosso. La psicanalisi fu inventata nel 1900 da un neurologo viennese che voleva studiare i processi psichici e fare diagnosi basandosi sull’inconscio dei soggetti e che affermò che la nevrosi e l’isteria ecc. erano sintomi di traumi sessuali che risalivano all’infanzia e inventò concetti e metodi nuovi come coazione a ripetere e spostamento e complesso che poteva essere di castrazione o di Edipo. E nel 1938 si recò a Londra per sfuggire ai nazisti e le sue quattro sorelle morirono in un campo di concentramento. E appena il paziente apprendeva l’origine della sua angoscia si sentiva già meglio perché era normale essere angosciati e restava soltanto da scoprire quale fosse l’origine dell’affezione. I comunisti dicevano che i membri di una società comunista non avevano bisogno del sesso perché il piacere più alto per l’uomo proviene dal lavoro di cui poteva essere fiero mentre nel capitalismo i lavoratori sfruttati non traevano alcuna gioia dal loro lavoro e dovevano fare ricorso a dei succedanei. E dicevano che senza coscienza di classe l’atto sessuale non poteva procurare nessuna soddisfazione anche se fosse stato ripetuto all’infinito e temevano che se la gente avesse cominciato a farsi psicanalizzare e a fare ricorso a dei succedanei la coesione del blocco socialista sarebbe stata minacciata. E desideravano che la gente non leggesse libri degenerati e decadenti e che non portasse abiti vistosi o tagli di capelli stravaganti o che masticasse gomme ecc. La gomma da masticare fu inventata da un farmacista americano e commercializzata in Europa a partire dal 1903 ma si diffuse soltanto negli anni Cinquanta e Sessanta grazie ai giovani che la masticavano per esprimere il loro disaccordo con la società dei consumi e non avevano ancora otturazioni nei denti». (La traduzione è di Andrea Libero Carbone.)

È come se il redattore di Europeana fosse uno che maneggia la storia con una certa proprietà, cioè che conosce bene il novecento, ma è come se avesse perso la scala dei valori, cosa che lo porta a mettere sullo stesso piano la scoperta della psicanalisi, i campi di concentramento e l’invenzione della gomma da masticare. La prima volta che ho letto Europeana ho pensato che fosse stato scritto da uno storico con l’esaurimento nervoso poi, quando ho incontrato Ourednik, mi è sembrato che non avesse nessun esaurimento nervoso e gli ho detto che sembrava che quel libro lì non l’avesse scritto lui, e lui, mi ricordo, mi ha detto che questo lo considerava uno dei più grandi complimenti che si potessero fare al libro. Tornando ai titoletti, i titoletti del pezzo citato in questo articolo sono PROBLEMI DI EREZIONE, COAZIONE A RIPETERE e COESIONE DEL BLOCCO SOCIALISTA. Ourednik ha raccontato una volta che all’editore americano di Europeana era venuto il dubbio che questi titoletti fossero superflui e aveva chiesto l’autorizzazione a pubblicare il libro senza i titoletti e Ourednik gli aveva risposto: «Per niente al mondo. Al limite – gli aveva detto – tolga il testo».