Consigli inutili (A. A.)

Publié le mardi  12 décembre 2023
Mis à jour le jeudi  14 décembre 2023

La fine del mondo !
A. A.
Consigli inutili, 11/10/2021


“Più ci sono scrittori, più c’è esasperazione. O sono scadenti : la loro nullità ci affligge ; oppure sono bravi : quello che dicono ci opprime” (pagina 95).

La fine del mondo sembra non sia arrivata è un’opera di Ourednik che riprende per tematiche e stile il suo lavoro precedente, Europeana. Qui le vicende narrate ruotano intorno alla figura di Gaspard Boisvert, un traduttore francese di mezza età alla ricerca delle proprie origini (egli stesso sospetta di essere discendente di Adolf Hitler), divenuto per una serie di casualità il consigliere del più stupido dei presidenti americani. Ma questo personaggio così particolare e strampalato è in realtà ai margini di una miriade di digressioni, che ancora una volta ci racconteranno di quell’ammasso di fatti, nozioni, pregiudizi, ossessioni, statistiche, inutilità, assurdità, barzellette, stupidaggini ed atrocità che è stato il XX secolo, e che sono stati i primi vent’anni del XXI.

Analisi politiche, studi sociologici, dibattiti etici, disquisizioni religiose, previsioni apocalittiche di una fine del mondo (o di una fine di un mondo) che probabilmente è già avvenuta all’insaputa di tutti : L’opera di Ourednik raccoglie, volutamente alla rinfusa, un po’ di tutto questo, in una sorta di strampalato corso accelerato di storia, impartito a dei bambini, a degli ignoranti, a degli alieni appena sbarcati sul pianeta Terra. E seguendo queste lezioni, non si può fare a meno di godere di tutta la generosa cattiveria, di tutta la sincera scorrettezza che ci vengono dispensate da questo formidabile autore : la civiltà occidentale sembra uscire a pezzi da questa salace narrazione, e con essa tutte le certezze su cui sembra costruita. Anche se deve molto ai maestri dell’umorismo postmoderno (nel testo viene esplicitamente citato Vonnegut, uno scrittore che pare molto gradito a Ourednik, che lo omaggia anche nell’utilizzo di alcune caratteristiche frasi ricorrenti), lo stile di Ourednik è peculiare, unico, impareggiabile : ce ne si accorge facilmente leggendo questi oggetti narrativi non identificati.

Anche in questo testo, composto da una numerosa serie di capitoli molto brevi, lapidari, folgoranti, riguardanti gli argomenti più disparati e ricchi di frasi ricorrenti ripetute come dei mantra, Ourednik, che si inserisce nella narrazione senza prendere le distanze da quanto viene narrato, mostra tutto il suo divertito (e divertente) cinismo, mascherato a volte da ingenuità, altre da ironiche considerazioni da filosofo della strada. Considerazioni spicce, ma pur sempre perspicaci, lucide, profonde, serie e tremendamente vere, che ancora una volta non possono non far scaturire nel lettore, oltre alle risate amare, la conclusione di un’irrimediabile idiozia insita nella specie umana : perché “non è l’intelligenza a far progredire le nazioni”.

Continuerò a leggere, per quanto possibile, questo scrittore dalla penna folle, fuori dagli schemi, straordinariamente vivace. Chi ha amato Europeana ritroverà le stesse sensazioni anche in La fine del mondo sembra non sia arrivata. Per chi ha già conosciuto Ourednik, sarà impossibile resistere a questa ulteriore esperienza di lettura.