Liberazione (Cristiano De Majo)

domenica 11 marzo 2012
di  NLLG

L’Europa di Ourednik

Cristiano De Majo

Liberazione, 5 aprile 2007

[...] Uno strano oggetto non identificabile: Europeana – breve storia del XX secolo di Patrik Ourednik, scrittore ceco, traduttore, linguista, redattore di enciclopedie, nato nel 1957. Pubblicato nel 2001 e libro dell’anno in Repubblica Ceca, ha un buon successo in Francia e viene tradotto in venti lingue. Si tratta proprio di una breve storia del XX secolo che ripercorre avvenimenti e dettagli della storia europea con uno sguardo leggero e allucinato. Un non-saggio che mischia programmaticamente le carte: Ourednik parla di realtà, ma lo fa come se fosse finzione, come una favola stonata. L’attacco è esplosivo: «Gli americani che nel 1944 sbarcarono in Normandia erano dei ragazzoni ben piantati che misuravano in media m 1,73 e se li si fosse potuti sistemare uno con le piante dei piedi contro il cranio dell’altro avrebbero misurato 38 chilometri». Poi, senza mai una virgola, Ourednik continua con questo tono atroce e demenziale a parlarci degli ultimi cento anni della nostra storia, avanti e indietro, indietro e avanti come un nastro impazzito. Con incursioni nelle origini dell’uomo moderno: «E i tedeschi inventarono i gas e gli inglesi i carri armati e gli scienziati gli isotopi e la teoria generale della relatività che dimostrava che niente è metafisico e tutto è relativo. E quando i tiratori senegalesi videro un aereo per la prima volta credettero che fosse un uccello addestrato e un soldato senegalese tagliò dei pezzi di carne da un cavallo morto e li tirò il più lontano possibile per sviare gli aerei». E nella New Age: «Nel xx secolo in Europa il buddismo e il taoismo fecero molti adepti che suonavano il gong usando bacchette con la punta di feltro e respiravano con il diaframma e parlavano dello yin e dello yang e scrivevano libri mistici e dicevano che il mondo è pieno di misteri ma soltanto in apparenza perché in realtà tutto è armonia». E nella politica della memoria: «E molti avevano l’impressione che gli ebrei volessero appropriarsi della nozione di genocidio e dicevano che le vittime di qualsiasi genocidio percepiscono la loro esperienza come qualcosa che sfugge alla comprensione umana e che gli ebrei sostituivano alla realtà storica la sua rappresentazione contribuendo così paradossalmente al fatto che la maggior parte della gente percepiva l’olocausto come la scena di un film». E nell’evoluzione dei costumi: «Nel xx secolo il sesso ha acquisito una grande importanza in Europa e a poco a poco è diventato importante più della religione e quasi quanto il denaro e tutti volevano accoppiarsi in modi diversi perché il desiderio restasse intatto e gli uomini si cospargevano il membro di cocaina per prolungare l’erezione». E così di questo passo, dall’invenzione del reggiseno al Zyklon B, dalla teozoologia al Millenium Bug.

Ne esce fuori un surreale trattato di storia, che è anche un commovente racconto di umanità, dove l’assurdo si mescola alla disperazione e l’ineluttabilità alla follia. In tempi in cui la classe politica del vecchio continente continua a interrogarsi sulle radici dell’Europa, e qui da noi ci si chiede ancora e astrattamente cosa sia l’Europa e che ruolo dovremmo avere noi nella costruzione del super-Stato, Europeana sarebbe davvero un antidoto perfetto alla retorica delle bandiere, perché l’Europa si capisce così com’è e com’è stata. Anche per questo è un libro che avrebbe la capacità di attirare un pubblico di lettori molto vasto, uomini, donne e più piccini (e probabilmente sarebbe successo se un editore con maggiore visibilità ne avesse acquistato i diritti). Invece è andata diversamente. E, nonostante le buoni recensioni, a distanza di quasi due anni dalla sua pubblicazione, è ancora un oggetto fantasma. Un breviario per maniaci e iniziati. Un Ufo letterario che gira sul nastro trasportatore dei circuiti alternativi, fuori la porta delle grandi catene librarie (che poi – diciamocelo – sono i luoghi dove le persone comprano i libri).

L’occasione per riparlarne è l’uscita a maggio di un nuovo libro di Ourednik sempre per :duepunti: Istante propizio, 1855, questa volta un romanzo dichiarato su un gruppo di anarchici, comunisti e libertari, per la maggior parte italiani, che decidono di lasciare l’Europa per il Brasile con lo scopo di costruire un nuovo mondo. [...]


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